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Come gestire gli attacchi di panico

Anche se nessuna la vorrebbe come amica, l’ansia è peggio ancora la migliore amica dell’uomo ed è nella maggior parte dei casi proprio l’ansia, quando va fuori controllo, a causare l’attacco di panico.

Gli attacchi di panico sono molto frequenti tanto da colpire annualmente circa l’11% della popolazione. Solitamente esordiscono nella prima età adulta o nella tarda adolescenza e sono presenti maggiormente nelle donne che negli uomini.

Gli attacchi di panico, da chi li ha provati sulla propria pelle, sono descritti come un episodio alquanto spiacevole, quasi come un incubo.

L’attacco di panico è un episodio di grande paura o uno sfogo causato dall’ accumulo di ansia e stress.

Nella maggior parte dei casi, una volta che si prova il singolo episodio di attacco di panico succede che nasce nell’individuo l’ “agorafobia“, ossia la paura della paura. Dopo aver provato l’attacco di panico la prima volta la persona colpita teme che possa accadere di nuovo.

L’agorafobia consiste nella paura di trovarsi in situazioni dalle quali risulterebbe difficile uscire, in questo caso l’attacco di panico, e trovarsi allo stesso tempo da soli, senza alcun aiuto.

Con questa fobia/paura diventa di conseguenza difficile uscire in solitudine, guidare la macchina, viaggiare, stare in code o in mezzo a molte persone e si diventa automaticamente schiavi delle altre persone e non più indipendenti.

Quando l’attacco di panico diventa ricorrente, si inizia a parlare di “Disturbo di panico”.

Chi ancora non si è mai ritrovato in questa spiacevole situazione e provato quindi questa sgradevole sensazione si domanda sicuramente cosa succede e come si fa a capire quando si ha un attacco di panico o come gestire un attacco di panico.

Scopriamolo insieme.

Cosa succede quando si ha un attacco di panico

L’attacco di panico è quindi in poche parole, un attacco di ansia che dura solitamente un massimo di  venti minuti. In quel breve periodo di tempo,  caratterizzato da alcuni sintomi comuni in tutti gli individui, la persona sente come un senso di catastrofe, paure e terrore.

L’attacco di panico arriva quando meno te lo aspetti, all’improvviso. E’ per questo che le persone ne hanno la fobia.

Sotto sotto però l’attacco di panico in realtà ha un motivo scatenante, anche se nella maggior parte dei casi le persone non sono in grado di individuarlo.

I sintomi più comuni dell’attacco di panico sono:

  • sudorazione improvvisa
  • tremore
  • palpitazioni o tachicardia
  • sensazione di soffocamento
  • nausea
  • vertigini
  • paura di morire
  • dolore o fastidio al petto
  • sensazione di svenimento

Come si fa a capire quando si ha un attacco di panico

L’attacco di panico è improvviso, inaspettato, come un fulmine a ciel sereno.

L’attacco di panico si verifica da un momento all’altro senza un motivo ben preciso individuato, e per questo le persone ne rimangono molto terrorizzate.

Solitamente l’attacco di panico non ha molta durata, raggiunge il picco dopo circa dieci minuti dall’inizio e poi tende a scomparire destabilizzando l’individuo per l’intera giornata.

I sintomi che solitamente accompagnano l’attacco di panico possono variare tra un individuo e l’altro ma comunque solitamente presenta almeno quattro tra i sintomi più comuni sopra citati.

Come gestire un attacco di panico

Per gestire l’attacco di panico non è importante solo sapere cosa (non) fare nel momento in cui si presenta, ma anche imparare a riconoscerlo e monitorarlo. Così, lo specialista, che rimane l’unica persona in grado di aiutare il paziente, riuscirà a delineare una terapia il più specifica e personalizzata possibile per affrontare al meglio il problema.

Quando ci si ritrova nel mezzo di un attacco di panico, ecco alcune strategie per provare ad auto-gestirlo:

  • Riconoscere i sintomi: per non confondere l’attacco di panico con qualsiasi altra problematica.
  • Allenare la respirazione: respirare nel modo corretto aiuta a ridurre l’ansia e a regolarizzare il battito cardiaco.
  • Trovare una distrazione: anche se facile più a dirlo che a farlo, quando sei in preda ad un attacco di panico cerca di distogliere la concentrazione provando a fare qualcos’altro.
  • Chiedere aiuto: se ritieni di non poter auto-gestire la situazione chiedi aiuto a qualcuno.

E se invece ci si trova davanti ad una persona in preda ad un attacco di panico come bisogna comportarsi? Ecco alcuni consigli:

  • Non farlo/a agitare: cercare di mantenere la calma è molto importante per evitare di trasmettere ulteriore ansia.
  • Rassicuralo/a: spiegare a chi è in preda ad un attacco di panico che può succedere e provare a rassicurarlo può donare un po’ di sollievo.
  • Accompagnalo/a nella respirazione: provate a sincronizzare le vostre respirazioni.
  • Asseconda le sue richieste: assecondare ciò che chi è in preda al panico richiede di fare è importante per farlo sentire più tranquillo.

La cura

Attacchi di panico singoli ed isolati solitamente non ritengono necessaria una cura ma, quando si verificano più volte nell’arco di poco tempo possono richiedere una terapia mirata.

Generalmente i modi migliori per gestire e curare gli attacchi di panico sono:

  • Terapia farmacologica: il miglior farmaco per l’attacco di panico è le bienzodazepine, farmaco ansiolitico da usare per breve tempo per la capacità di causare dipendenza e assuefazione.
  • Terapia cognitivo-comportamentale: la quale aiuta i pazienti a controllare e riconoscere i propri pensieri e prendere decisioni di conseguenza.
  • Terapia dell’esposizione: grazie alla quale i pazienti vengono messi di fronte alle loro paure per diminuire paradossalmente la paura.

Tuttavia, ogni persona reagisce a proprio modo al disturbo di panico, ma questi sono generalmente i rimedi più comuni.

Disturbo di panico

Quando l’attacco di panico diventa un evento frequente e non più occasionale si può definire disturbo di panico. Il disturbo di panico interessa più o meno tra il 2% ed il 3% della popolazione nel giro di un anno.

Il DSM – 5 (APA 2013) sostiene che per una diagnosi del disturbo di panico devono essere presenti i seguenti segnali:

  • Gli attacchi di panico devono essere ricorrenti manifestando nell’individuo almeno quattro del sintomi più comuni.
  • Uno degli attacchi di panico (almeno) deve essere seguito da un mese (come minimo) di preoccupazione persistente e modifiche del comportamento della persona in base alla paura.
  • Non si fa uso di droghe, farmaci, o altri disturbi che possono facilmente confondere la diagnosi.
  • Gli attacchi di panico non sono meglio spiegati da un altro disturbo mentale.

 

 

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