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Intelligenza emotiva: cos’è e come svilupparla

Nel 1990 l’intelligenza emotiva è stata definita dai professori Peter Salovey e John D.Mayer come:

La capacità di controllare i sentimenti ed emozioni proprie ed altrui, distinguere tra di esse e di utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni.

L’intelligenza emotiva al giorno d’oggi riveste un ruolo molto importante anche nel mondo del lavoro, tanto che un trend del momento è creare ambienti di lavoro in grado di sviluppare quest’ultima.

L’intelligenza emotiva è anche nota come quoziente di intelligenza emotiva (QIE) quoziente emozionale (QE, o EQ dall’inglese Emotional Quotient),  e leadership emotiva (LE).

Cos’è l’intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva, trattata la prima volta nel 1990, è riconosciuta come la capacità di un individuo di capire ed utilizzare in modo consapevole le proprie emozioni e quelle altrui.

Nell’arco di una giornata veniamo attraversati da tante emozioni, ne viviamo oltre 500 al giorno, ma quelle che riusciamo a riconoscere sono ben poche.

Nella quotidianità essere in possesso di intelligenza emotiva può equivalere all’essere in possesso di una bussola. Quest’ultima può infatti orientarci nelle nostre emozioni e può aiutarci a capire di conseguenza che comportamenti assumere in ogni circostanza.

Ad esempio, se capita di trovarci di fronte ad una delusione, capire se le nostre emozioni tendono più alla rabbia, rispetto magari alla semplice tristezza o disgusto, può aiutare a prenderci del tempo per ragionare e quindi farla passare e calmare pian piano; in tal modo evitiamo comportamenti istintivi e forse anche sbagliati, se dettati solamente dalla rabbia.

Intelligenza emotiva secondo Goleman

Tra il 1995 ed il 1996 il concetto ha iniziato a diventare “famoso”, dopo la pubblicazione del libro “Intelligenza emotiva: che cos’è e perchè può renderci felici” di Daniel Goleman.

Le persone competenti sul piano emozionale – quelle che sanno controllare i propri sentimenti, leggere quelli degli altri e trattarli efficacemente – si trovano avvantaggiate in tutti i campi della vita, sia nelle relazioni intime che nel cogliere le regole implicite che portano al successo politico.

Queste sono le parole di Goleman per far capire quanto è importante per un individuo saper gestire la propria vita emozionale.

Goleman ad oggi racconta spesso che la sua passione per la psicologia gli è stata trasmessa dalla madre, specializzata in psicologia ed assistente sociale. I libri di psicologia hanno accompagnato la sua infanzia.

Come svilupparla

Lo sviluppo dell’intelligenza emotiva può essere stimolato da quattro fattori importanti:

auto-consapevolezza: in riferimento al fatto che dobbiamo essere sempre consapevoli delle emozioni che ci attraversano e quindi di ciò che proviamo e sentiamo dentro di noi.

auto-gestione: una volta che siamo consapevoli delle emozioni che proviamo è importante imparare a gestirle e farlo nel migliore dei modi.

empatia: dal momento in cui abbiamo imparato a gestire le nostre emozioni sarebbe l’ideale saper riconoscere anche quelle altrui, migliorando la capacità di ascoltare e capire gli altri così da poter inquadrare perfettamente il loro punto di vista.

motivazione: ciò che non può mai mancare nella vita è la motivazione. Spingere e spronare noi stessi per raggiungere i nostri obiettivi deve essere per noi un impegno quotidiano.

Attraverso queste fasi possiamo imparare a sviluppare la nostra intelligenza emotiva. Se non hai ancora iniziato, cosa aspetti?

I benefici

L’intelligenza emotiva, se ne si è in possesso, può apportare numerosi benefici nella vita quotidiana di ciascuno di noi e sembra che possa aiutare a prevenire scelte sbagliate o comportamenti sbagliati anche inerenti alla salute come ad esempio dipendenza da droga o alcool.

Ecco alcuni benefici che l’intelligenza emotiva può garantire:

  • Essere percepiti dagli altri in maniera più positiva.
  • Avere rapporti sociali, famigliari e sentimentali migliori.
  • Comprendere sé stessi con più facilità e prendere di conseguenza decisioni corrette in base anche alle emozioni riconosciute.
  • Godere di un benessere psicologico maggiore.
  • Avere più soddisfazioni nella vita.
  • Avere maggiore autostima e meno insicurezze.

L’intelligenza emotiva per un figlio

E’ proprio durante l’età infantile dei nostri figli che possiamo approfittare per far sviluppare loro l’intelligenza emotiva.

Quando i bambini fanno capricci, si lamentano, si arrabbiano e piangono è il momento migliore per far sviluppare in loro questa abilità.

In questo modo un bambino può crescere più sicuro di se stesso ma soprattutto può migliorare la sua prestazione a scuola.

Bambini più equilibrati e sereni, più sicuri di sé, migliori a scuola e anche i più felici, sono quelli con l’intelligenza emotiva più sviluppata.

Questo è ciò che espone lo psicologo americano John Gottman dopo uno studio sull’argomento durato anni.

A seguito di questa scoperta Gottman ha scritto anche un libro “Intelligenza emotiva per un figlio” con l’obiettivo di fornire una guida ai genitori per indurre al meglio i propri figli verso l’intelligenza emotiva.

Lo psicologo spiega inoltre che l’intelligenza non è innata ma bensì può nascere nel tempo e gli insegnanti migliori di questa disciplina possono essere proprio i genitori.

I nostri studi dimostrano che i figli emotivamente allenati ottengono migliori risultati a scuola, stanno meglio in salute e stabiliscono reazioni più positive con i coetanei. Hanno anche minori problemi di comportamento e riescono a riprendersi più rapidamente dopo esperienze negative. L’intelligenza emotiva permette di essere più preparati ad affrontare i rischi e le sfide della vita.

Intelligenza emotiva a scuola

Come anticipato precedentemente, è accertato che l’intelligenza emotiva se sviluppata è in grado di migliorare anche le prestazioni scolastiche.

Essere in possesso di auto-consapevolezza, auto-gestione, empatia e motivazione non è altro che un beneficio per l’alunno.

Grazie all’auto-consapevolezza gli studenti possono essere consapevoli al cento per cento delle loro capacità e grazie all’auto-controllo possono gestire al meglio le proprie emozioni negative o positive quando si trovano a dover svolgere un determinato compito trasformando così ogni ansia in energia positiva.

La motivazione non può mancare durante un percorso scolastico essendo il fattore che spinge l’alunno ad affrontare ogni situazione, anche la più critica. La motivazione aiuta a trasformare ogni dubbio, ansia e paura, in impulso positivo.

Il valore dell’empatia è fondamentale in una classe. Saper riconoscere e capire le emozioni altrui può far si che nell’aula si creino gruppi di studenti armoniosi e collaborativi evitando così episodi di bullismo o violenza.



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