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Noduli al seno: cosa sono e come si curano

Un nodulo (massa) mammario consiste in un ispessimento o protuberanza che al tatto si presenta diverso dal tessuto mammario circostante. Può essere scoperto casualmente, durante un’autopalpazione del seno oppure durante un esame obiettivo di routine da parte del medico.

I noduli della mammella sono relativamente comuni e, di solito, non sono maligni.

Possono essere più o meno dolorosi e talvolta sono accompagnati da secrezione dei capezzoli o cambiamenti della cute, come formazione di irregolarità, arrossamento, consistenza butterata (la cosiddetta pelle a buccia d’arancia) o pelle contratta.
I noduli possono essere sacche piene di liquido o masse solide, in genere fibroadenomi, che non sono maligni. In genere, nemmeno le cisti sono maligne.

Noduli mammari: cause comuni

Le cause più comuni includono:

  • Fibroadenomi
  • Alterazioni fibrocistiche

I fibroadenosi si presentano generalmente come noduli lisci, di forma arrotondata, mobili e non dolorosi. Generalmente si sviluppano in donne in età fertile e possono ridursi di volume nel tempo. Non sono maligni, anche se a volte vengono scambiati per cancri della mammella. Si distinguono in due tipi: uno che non pare aumenti il rischio di cancro della mammella e un altro che invece può aumentare leggermente il rischio.

Le alterazioni fibrocistiche provocano dolore, cisti e la formazione di noduli in generale nelle mammelle, sintomi che possono presentarsi singolarmente o contemporaneamente. I seni appaiono nodosi e turgidi e spesso sensibili al tatto.

Nella maggior parte delle donne, le alterazioni fibrocistiche sono collegate alle oscillazioni mensili dei livelli degli ormoni femminili, estrogeni e progesterone, che stimolano il tessuto mammario.

Le alterazioni fibrocistiche non aumentano il rischio di cancro della mammella.

Altre cause di noduli mammari

Talvolta i noduli hanno origine da

 

  • infezioni mammarie, fra cui raccolte di pus (ascessi), condizione rara salvo nelle settimane dopo il parto
  • ostruzione di una ghiandola mammaria (galattocele) solitamente a distanza di 6-10 mesi dall’interruzione dell’allattamento
  • lesioni, con conseguente formazione di tessuto cicatriziale
  • carciroma mammario
  • infezioni, galattocele e formazione di tessuto cicatriziale non aumentano il rischio di cancro della mammella.

Quando rivolgersi al medico

tuttavia alcuni sintomi e caratteristiche possono essere fonte di preoccupazione:

  1. un nodulo attaccato alla cute o alla parete toracica
  2. un nodulo duro e di consistenza irregolare
  3. cute a buccia d’arancia accanto al nodulo
  4. linfonodi delle ascelle uniti o attaccati alla cute o alla parete toracica
  5. perdita ematica dal capezzolo
  6. cute spessa o arrossata sul seno

Come si fa a riconoscere un nodulo al seno?

Poiché i noduli al seno possono essere maligni (anche se è raro), devono essere valutati da un medico entro 3-7 giorni. Rimandare anche solo di una settimana non è pericoloso a meno che non vi siano segni di infezione, come arrossamento, gonfiore e/o secrezione di pus. Le pazienti che presentano questi sintomi devono consultare un medico entro 1-2 giorni.

Come toccare il seno per sentire i noduli?

Il medico chiederà del nodulo, da quanto tempo è presente, se è fisso o meno, e se dà dolore. Altre domande riguardano altri sintomi, le eventuali secrezioni dal capezzolo e la sintomatologia generale, come perdita di peso, stanchezza e dolore osseo (indice di tumore avanzato). Il medico si informa sull’anamnesi medica e familiare della donna, compresa un’eventuale diagnosi precedente di cancro della mammella, e sui fattori di rischio per il cancro alla mammella

Quindi procede a un esame obiettivo, concentrandosi sulle mammelle e sulla zona circostante, al fine di rilevare anomalie, cambiamenti nella pelle e secrezioni dai capezzoli. Poi palpa il nodulo per determinare

  • la larghezza
  • se è morbido o duro
  • se è liscio o irregolare
  • se dà dolore

se si sposta liberamente o è attaccato alla cute o alla parete toracica

Nelle donne giovani, i noduli dolorosi, di consistenza elastica, solitamente sono costituiti da cambiamenti fibrocistici, specie se la donna ha già presentato noduli simili in passato.

Il medico valuta se i seni hanno medesime forma e dimensioni e controlla la presenza di anomalie, in particolare cerca segnali d’allarme, la cui presenza aumenta le probabilità di un carcinoma.

Il medico palpa anche i linfonodi nelle ascelle e sopra la clavicola per individuare eventuali linfonodi ingrossati o dolorosi.

Noduli al seno: esami

Di solito, sono necessari esami più approfonditi poiché un esame obiettivo difficilmente riesce a determinare se i noduli sono maligni o meno e la mancata identificazione di un tumore comporta conseguenze gravi.

Di solito il primo esame consiste nell’ecografia al fine di distinguere i noduli solidi dalle cisti, che raramente sono maligni. Se il nodulo è in realtà una cisti e provoca sintomi (come dolore o secrezioni dal capezzolo), si procede all’aspirazione mediante un ago con siringa inserito nella cisti per asportare il liquido ed esaminarlo. Il liquido viene analizzato per individuare eventuali cellule tumorali solo se:

  • Contiene del sangue o è opaco.
  • Viene aspirato poco liquido.
  • Il nodulo rimane anche dopo l’aspirazione.

Altrimenti la paziente viene ricontrollata dopo 4-8 settimane. Se la cisti non è più palpabile, viene considerata benigna; se si riforma, si esegue una nuova aspirazione e il liquido viene inviato al laboratorio di analisi indipendentemente dal suo aspetto. Se la cisti si riforma ancora, o se il nodulo rimane dopo l’aspirazione, si procede al prelievo di un campione di tessuto o dell’intero nodulo per esaminarlo al microscopio (biopsia).

Se il nodulo è solido, solitamente si procede a una mammografia seguita da una biopsia. Esistono varie metodiche per la biopsia:

  • Biopsia mediante aspirazione con ago sottile: si prelevano dal nodulo alcune cellule per mezzo di un ago sottile connesso a una siringa.
  • Biopsia con ago spesso: utilizza un ago di calibro maggiore con una punta speciale per prelevare un campione più ampio di tessuto mammario.
  • Biopsia aperta (chirurgica): i medici praticano un piccolo taglio nella cute e nei tessuti della mammella per prelevare parte o tutto il nodulo. È un tipo di biopsia a cui si ricorre quando non è possibile effettuare una biopsia con ago (ad esempio perché il nodulo non viene rilevato alla palpazione), oppure per accertare e confermare la diagnosi di una biopsia con ago, quando questa non rileva un tumore.

Spesso il posizionamento dell’ago per la biopsia è guidato dall’ecografia o dalla mammografia. Nella maggior parte dei casi, tali indagini non comportano il ricovero ed è necessaria soltanto un’anestesia locale.

 

 



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