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Sindrome dell’impostore: cos’è e come affrontarla

La sindrome dell’impostore ( the impostor syndrome, o the impostor phenomenon) è un termine coniato circa quaranta anni fa dalle Psicologhe Pauline Clance e Suzanne Imesed. Anche se ad oggi non è riconosciuto tra i disturbi mentali dal DMS, ovvero nel Manuale Diagnostico e Statistico è considerata una condizione psicologica nella quale non si accetta il proprio successo e non ci si sente mai all’altezza.

In poche parole, è affetto dalla sindrome dell’impostore chi in realtà impostore non è poiché non si vanta dei suoi successi avvalendosi di falsità e menzogne ma ha difficoltà nel riconoscere il proprio valore ed i suoi meriti.

La sindrome dell’impostore porta un individuo a pensare che il proprio successo sia stato ottenuto non per le sue capacità ma per delle situazioni favorevoli che non dipendono da lui stesso e quindi si rimane convinti di non meritare il successo ottenuto. Chi è affetto dalla sindrome dell’impostore sminuisce i propri successi dando il merito per averli raggiunti a fattori esterni e non alla propria bravura.

Di norma, per una persona, raggiungere un traguardo, acquisire una nuova capacità, fare carriera sono elementi che migliorano lo stato d’animo. Per chi è colpito da questa sindrome però sembra che niente di tutto questo possa essere in grado di migliorare l’umore ma al contrario alimenta il senso di inadeguatezza.

Chi colpisce

Secondo alcuni studi nessuno è immune a questa sindrome, può colpire chiunque, sia uomini che donne ma sembra colpire maggiormente le donne di successo. Le donne in generale, infatti, sono molto brave a sminuirsi, anche quando non è opportuno.

Anche se la sindrome ha iniziato ad identificarsi negli anni settanta, sembra comunque molto diffusa al giorno d’oggi e colpisce sempre più persone nella società moderna (circa il 70% della popolazione) diffondendosi molto anche nell’ambito universitario.

Sicuramente, chi è colpito dalla sindrome dell’impostore è una persona con poca fiducia in se stesso, con molte insicurezze e bassa autostima, non solo nell’ambito del lavoro ma nella vita in generale. Una persona colpita dalla sindrome dell’impostore solitamente vive tutti i giorni in ansia con la paura di essere scoperto dell’assenza delle capacità e bravura che (secondo lui/lei) non ha e magari nella realtà è una persona ricca di doti e di carte in regola che contribuiscono ad ottenere determinati successi.

Quali sono i sintomi

La sindrome dell’impostore non tratta sintomi veri e propri ma per capire se si è colpiti potrebbe bastare anche soltanto effettuare un auto analisi.

L’autoanalisi consiste nel prendere in considerazione ciò che è stato raggiunto nel corso della propria vita e domandarsi:

Grazie a chi ho raggiunto questo obiettivo? Perchè sono arrivata/o fin qui? Cosa penso quando ottengo del successo in qualcosa?

e cosi darsi delle risposte.

Questa procedura può essere effettuata anche in maniera scritta, scrivendo domande e risposte ad esempio su un foglio di carta. Ma comunque, in forma scritta o orale che sia, i risultati saranno gli stessi.

Chi è affetto dalla sindrome tende a rispondere nella maggior parte dei casi in maniera negativa e pessimista o comunque con risposte del tipo

Che fortuna, speriamo bene anche la prossima volta! Questo tipo di successo non me lo meritavo affatto.

non riconoscendo a se stessi quindi alcun merito.

Se ti ritrovi in tutto questo sappi che è ora di rimediare poiché la sindrome dell’impostore potrebbe rovinare i tuoi successi nel corso del tempo.

Come affrontarla

Dalla sindrome dell’impostore nella maggior parte dei casi non se ne guarisce completamente, o meglio, ne rimane comunque una parte nascosta dentro di noi quindi la cosa migliore è imparare a conviverci tenendola sotto il nostro controllo affinché non diventi dannosa.

Prenderti cura della sindrome dell’impostore equivale a prenderti cura di te stesso.

Dato che è difficile liberarsene dobbiamo fare in modo di trasformarla da un problema ad uno stimolo che ci sproni a fare sempre di più.

Ecco qualche consiglio per convivere con la sindrome, sarà tutta una questione di allenamento, così come i muscoli, anche i modi di pensare devono essere allenati.

Prenditi i tuoi meriti

Impara a prendere i tuoi meriti e ad accettare i complimenti quando ne ricevi controllando la tua reazione automatica ed istintiva di respingerli o sminuirli. Ogni qualvolta ti capita di ricevere un complimento impara a dire “Grazie” e a ringraziare soprattutto te stesso perché è tutto merito tuo. Smetti di dire “è stato grazie alla fortuna” o addirittura “non so neanche io come ho fatto a raggiungere questo obiettivo” ed inizia a dire “E’ stato grazie a me”.

Concediti la possibilità di sbagliare

Ovviamente sbagliare fa parte della vita di ogni individuo ed è importante accettare anche gli sbagli, sconfitte e fallimenti che hanno preceduto ogni successo ottenuto. E’ anche grazie a sconfitte e fallimenti che siamo arrivati in alto quindi è fondamentale trarre una lezione dai nostri errori ed andare avanti.

Trova un confidente

Per rendere più semplice questa missione potresti cercare un mentore, che sia un tuo collega, un tuo amico, una persona anziana a te cara. Trova quindi una persona della quale ti fidi con la quale puoi parlare tranquillamente e raccontare del tuo passato e del tuo percorso così da alleggerire la pressione interna e così da poter ascoltare anche un opinione esterna.

Prendi appunti

Quando ti capita di sentirti inadeguato/a, fuori luogo o non all’altezza in un determinato contesto scrivilo su un foglio di carta o su un quaderno. Impara a conoscere te stesso ma soprattutto a riconoscere in quali circostanze provi queste sensazioni sgradevoli. Solamente così imparerai a prendere consapevolezza e potrai aiutare te stesso ad uscire da questo tunnel.

Riconosci i tuoi pregi ed i tuoi difetti

Impara a fare un elenco dei tuoi pregi e dei tuoi difetti e molto probabilmente potrai accorgerti che hai molte qualità, e che potresti averne anche molte di più rispetto alle persone per le quali provi ammirazione e potrai persino renderti conto che quelli che per le persone da te stimate sono pregi corrispondono ai tuoi difetti.



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