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La faringite: cos’è e come si cura

Faringite: che cos’è, come si riconosce e come si cura.

Cos’è la faringe

Iniziamo dalla base e capiamo prima cos’è e a cosa serve la faringe.

Essa è un canale muscolo-membranoso che permette al cibo di imboccare la via dell’esofago, lungo circa 13 centimetri, ricoperto da una mucosa e situato tra la cavità nasale e l’esofago.

La faringite, che a volte può colpire questo canale, può avere diverse cause, tra cui virus, batteri, allergie o risalita di succo gastrico dallo stomaco.

I sintomi principali della faringite sono una  fastidiosa sensazione alla gola e dolore nel deglutire.

Inoltre, se a causare l’infiammazione è un agente infettivo, è probabile avere sintomi di malattie correlate, come ad esempio la febbre.

Solitamente, le faringiti necessitano di pochi giorni per guarire, anche senza trattamenti particolari; se, però, i sintomi perdurano, potrebbero essere necessari degli esami diagnostici più approfonditi e una terapia specifica.

Nel linguaggio comune, la faringite viene spesso chiamata semplicemente mal di gola, un sintomo che caratterizza svariate circostanze.

Oltre alla faringite improvvisa e temporanea, esiste quella cronica, che persiste per lunghi periodi.

Nella maggior parte dei casi, è il risultato di un’infezione virale; meno comunemente, può essere la conseguenza di un’infezione batterica.

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Possibili cause della faringite

Virus

I principali e più comuni virus capaci di provocare faringite sono:

  • I virus del raffreddore,
  • Il virus dell’influenza,
  • Il virus della mononucleosi,
  • Il virus del morbillo,
  • Il virus della varicella.

Batteri

I principali batteri in grado di infiammare la faringe sono:

  • Lo streptococchi beta emolitico del gruppo A, che è lo stesso della scarlattina,
  • Streptococcus pneumoniae,
  • Haemophilus influenzae,
  • Bordetella pertussis,
  • Bacillus anthracis,
  • Corynebacterium diphtheriae,
  • Neisseria Gonorrhoeae,
  • Chlamydophila pneumoniae,
  • Mycoplasma pneumoniae.

Altre cause

Tra le altre cause, come abbiamo detto, ci sono anche le allergie. La faringe può, infatti, colpire anche le persone allergiche alla muffa, alla polvere, al polline o al pelo degli animali.

In tutte queste circostanze, è probabile riscontrare un gocciolamento post-nasale, dovuto a una massiccia presenza di muco, in corrispondenza del punto di comunicazione tra cavità nasale e rinofaringe.

Anche l’aria che si respira è molto importante: la secchezza dell’ambiente domestico o lavorativo o la presenza di sostanze irritanti possono infiammare la faringe.

Ad esempio, il riscaldamento può seccare l’aria e se respirata per diverse ore. questa  può infiammare la faringe, in quanto provoca congestione nasale e induce a respirare con la bocca.

Allo stesso modo, l’inalazione cronica di sostanze irritanti, come l’aria inquinata, il fumo di sigaretta e le esalazioni tossiche di alcuni impianti industriali contengono delle sostanze irritanti per la gola.

L’eccessivo sforzo dei muscoli faringei, che se sottoposti ad uno sforzo eccessivo, come quando si parla a lungo o si urla, si stancano e si infiammano.

 Le persone affette da episodi ricorrenti di reflusso gastroesofageo o faringo-laringeo sono soggette a frequenti infiammazioni non solo dell’esofago, ma anche della faringe e della laringe.  

Anche i primi stadi dell’AIDS sono caratterizzati da una serie di sintomi, che ricordano un’influenza. Tra i vari disturbi, c’è anche il mal di gola. Inoltre, i malati di AIDS sono individui immunodepressi e ciò li predispone a diverse malattie infettive.

In casi più gravi, il mal di gola è anche uno dei sintomi del cancro della faringe, della laringe o della lingua. 

Infine può aversi in caso di ascesso peritonsillario epiglottite, ovvero una raccolta di batteri, detriti cellulari e plasma, localizzata tra le tonsille e la faringe, e dovuta a un’infezione.

Fattori di Rischio della faringite

Chiunque può ammalarsi di faringite, ma alcuni soggetti possono essere più predisposti:

  • I bambini e gli adolescenti;
  • I fumatori e chi respira costantemente fumo passivo;
  • Coloro che soffrono di allergie;
  • Chi respirano irritanti chimici, polveri tossiche ecc.
  • Le persone che soffrono di sinusite cronica.
  • I soggetti che frequentano o vivono in luoghi affollati, come per esempio gli studenti, i bambini dell’asilo, i militari delle caserme, i carcerati ecc.
  • Gl immunodepressi

Faringite: i Sintomi tipici

I sintomi tipici della faringite possono cambiare in base alle cause scatenanti, per questo ogni paziente rappresenta un caso a sé stante.

In ogni caso, la maggior parte degli episodi di faringite si caratterizza per:

  • Dolore e sensazione di prurito in fondo alla bocca;
  • Fastiduiforte soprattutto quando si deglutisce o quando si parla;
  • Difficoltà a deglutire come in condizioni normali;
  • Gola secca
  • Linfonodi vicini alla bocca ingrossati e infiammati;
  • Tonsille ingrossate ed arrossate;
  • Presenza di placche bianche o pus sulle tonsille;
  • Voce rauca o debole.

Se la faringite è il risultato di un’infezione batterica, oltre alle manifestazioni precedentemente riportate, il paziente può lamentare anche: febbre sopra i 38°C, tosse, brividi, naso che cola, dolori muscolari e articolari, nausea e vomito.

Faringite: quando preoccuparsi

Se ad essere malato è un bambino, è bene rivolgersi al medico nel caso in cui insorgano difficoltà respiratorie o di deglutizione.

Se invece il paziente è una persona adulta, è opportuno chiamare il medico in caso di:

  • Mal di gola persistente, che, anziché migliorare col tempo, dimostra una tendenza peggiorare;
  • Disturbi di deglutizione, di respirazione e/o problemi nell’aprire la bocca;
  • Male alle orecchie;
  • Febbre alta;
  • Protuberanze sul collo;
  • Raucedine persistente

Il medico, come prima cosa, effettuerà un esame obiettivo approfondito e ad un’analisi accurata della loro anamnesi.

Dopodiché, in base alla situazione e se permangono dubbi in merito alle cause, potrebbe prescrivere un tampone faringeo, un esame del sangue e/o prove allergiche.

In genere, in presenza di mal di gola ricorrente o cronico, il medico di base indirizza verso un otorinolaringoiatra, ovvero uno specialista delle malattie di naso, bocca e orecchie.

Alcune condizioni che possono essere confuse per faringite sono la tonsillite, la laringite e le ulcere in gola. Queste però sono diverse tra loro, perché l’infiammazione colpisce parti diverse.

Faringite: la Cura

Per le faringiti di tipo batterico e per le faringiti dovute a condizioni particolari (allergie, reflusso gastrico ecc), il discorso è diverso: nel primo caso, se le condizioni lo richiedono, è necessario un trattamento a base di antibiotici, volti a ridurre i sintomi.

Nel secondo, invece, occorre impostare una terapia basata specificatamente sulle cause scatenanti.

Esistono anche dei rimedi naturali, i cosiddetti rimedi della nonna, e sono:

  • Stare a riposo, dormire 7-8 ore per notte e non affaticare la voce,
  • Bere molti liquidi, in particolare acqua, per evitare la disidratazione,
  • La propoli,
  • Eseguire gargarismi con soluzioni a base di acqua riscaldata e sale, che aiutano ad alleviare l’infiammazione della gola,
  • Fare delle inalazioni caldo-umide, per attenuare il senso di gola secca e liberare le vie respiratorie dal muco,
  • Assumere dei farmaci antinfiammatori e antidolorifici,
  • Non fumare ed evitare di respirare il fumo passivo e non frequentare ambienti polverosi e secchi.

In caso di faringite batterica grave o potenzialmente pericolosa, il medico opta per una terapia antibiotica. I medicinali antibiotici più prescritti sono la penicillina e i suoi derivati.

Per prevenirla è inoltre importante curare la propria igiene personale e sanificare di tanto in tanto l’ambiente in cui si vive.

È quindi buona norma:

  • Lavarsi spesso le mani,
  • Evitare di condividere con altre persone posate e bicchieri,
  • Evitare di appoggiare la bocca sui telefoni pubblici,
  • Pulire regolarmente, con detergenti specifici, il telefono di casa, il telecomando della televisione, la tastiera del computer,
  • Se si è in viaggio, sanificare la stanza dell’albergo o l’appartamento in cui si soggiorna,
  • Infine, evitare il contatto diretto con persone affette da qualche malattia virale o batterica.


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