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Malaria: cos’è e come si cura

Nonostante sia sparita dall’Italia negli anni ’50, la malaria sporadicamente fa notizia ancora oggi. I vari casi isolati, compaiono perché il virus è importato da paesi dove, in forma endemica, continua a imperversare: come? Tramite soggetti infetti. Cos’è la malaria e come si cura?

Il virus, o meglio il protozoo responsabile, si trasmette da un vettore ideale, che è la zanzara femmina Anopheles, ad un ospite definitivo che è l’uomo, e viceversa. Un altro modo per trasmettere la malaria, è tramite contagio ematico diretto, ad esempio una trasfusione; per tale ragione, la donazione di sangue è interdetta ai soggetti che abbiano soggiornato in zone endemiche o a coloro che abbiano ricevuto un trattamento antimalarico. Quindi la malaria si cura? Si, se diagnosticata in tempo e se trattata adeguatamente. Cos’è e come si cura la malaria?

Qual è la causa della malaria?

La causa della malaria è la femmina di zanzara Anopheles, che attacca l’essere umano per nutrirsi e nutrire le uova. La puntura trasmette il protozoo responsabile della malattia, il quale resta in incubazione per un periodo che va dai 7 ai 30 giorni; può manifestarsi in qualunque momento, ma il periodo di incubazione è indice del tipo di infezione sviluppata.

Dobbiamo sottolineare, come la zanzara sia l’unico vettore in grado di trasportare e diffondere la malattia: per capirci, non ci si infetta direttamente da uomo a uomo. Questo pone un bel vantaggio nel limitarne la diffusione, ma attenzione: un soggetto portatore di malaria, può essere contagioso molto a lungo, ed essere preda di altre zanzare adatte a fare da vettori.

Delle 60 specie in grado di trasmettere la malattia, solo 30 sono davvero pericolose; in ogni area adatta allo sviluppo (per condizioni climatiche e ambientali), sono presenti solo 3 o 4 specie adatte ad essere causa di malaria. Numeri bassi che però non vanno sottovalutati. In più, si possono sviluppare varie forme diverse della malattia, di conseguenza è molto complicato riuscire a individuarle, isolarle e curarle.

Che sintomi da la malaria?

Nonostante ne esistano vari tipi, i sintomi che da la malaria sono pressoché gli stessi, a cambiare è solo il momento in cui questi compaiono. Essi sono:

  • febbre alta
  • mal di testa
  • vomito, diarrea e sintomi gastrointestinali
  • sudorazione e brividi con scuotimento
  • anemia

Altri sintomi dipendono dal tipo di infezione contratta, e dagli organi colpiti: la malattia si diffonde rapidamente tramite il sangue, arrivando a colpire tutte le terminazioni irrorate. Nelle forme più gravi, la malaria conduce alla morte.

Cos’è e come si cura la malaria?

La diagnosi è una fase fondamentale per la cura della malaria: se effettuata precocemente può evitare le forme più gravi e le terapie più congeniali. Abbiamo già visto come, identificare il patogeno responsabile, possa essere un salva vita contro la malaria; quindi la diagnosi parte proprio da qui, e dall’analisi microscopica di un campione di sangue infetto.

La terapia è a base di derivati di artemisinina, somministrati fino all’annientamento dei patogeni responsabili. Purtroppo, in molti casi questi possono “assopirsi” e “ripresentarsi” quando il sistema immunitario del soggetto ospitante è compromesso. Ecco perché, quando si parla di malaria, si può anche parlare di malattia delle febbri intermittenti.

Cosa fare quindi in caso di malaria?

Dato che il periodo di incubazione può essere lungo, la malaria potrebbe non manifestarsi immediatamente. Se si è soggiornato in zone pandemiche, è bene fare una quarantena preventiva al ritorno; altrettanto utile, può essere il comunicare alle autorità sanitarie, l’avvenuto rientro nel proprio territorio. Questo contribuirà a limitare il contagio della malattia, a tenere sotto controllo le condizioni di salute dei viaggiatori, e a intervenire per tempo in caso di infezione.

Viaggiare nelle aree endemiche è possibile, e ad oggi è disponibile anche una chemioprofilassi preventiva da effettuare prima del viaggio. La profilassi preventiva è differente per ognuno, ma molto raccomandata per bambini e donne in gravidanza.

Quanto dura la malaria?

Il decorso della malattia varia a seconda della forma sviluppata e va da 2 settimane, nei casi meno complicati, ad 1 o 2 anni nei casi più gravi. Questi sono dovuti alla recrudescenza della malaria che, se non viene ben curata, può ripresentarsi per tutta la vita.

Come si muore di malaria?

Dato che la malaria è una malattia infettiva, il suo decorso dipende dalle zone che vengono colpite dalla diffusione. La morte sopraggiunge quando l’infezione si diffonde negli organi vitali, come reni, cervello, cuore e fegato. Quando questo accade, gli organi vanno in necrosi e le condizioni del paziente peggiorano rapidamente; questa è la condizione più pericolosa che si possa verificare, ma non l’unica.

Morire di malaria può dipendere anche dal patogeno contratto: non tutti infatti, sono così aggressivi da degenerare in peggio; alcuni, i più comuni, sono quelli con gli sviluppi più positivi, purché l’infezione venga presa in tempo.

Altre possibilità di decesso sono rappresentate dalla resistenza del patogeno ai farmaci somministrati: questa eventualità è comune soprattutto nei paesi del sud-est asiatico, dove la malaria ha sviluppato una fortissima resistenza ai farmaci dovuta anche ai ceppi predominanti. La variante più aggressiva, detta Plasmodium Falciparum, rappresenta un vero pericolo da questo punto di vista; se dovesse diffondersi, come variante resistente, anche in Africa sarebbe una vera ecatombe.

Come è stata sconfitta la malaria? Esiste ancora?

La risposta alle domande è semplice: la malaria è stata sconfitta grazie ai progressi in campo medico, e alla bonifica di ambienti in cui questa potesse proliferare. Nonostante questo, la malaria esiste ancora ai giorni nostri, soprattutto in quelle aree del pianeta in cui è difficile mantenere condizioni igienico ambientali ottimali. Quindi, alla domanda cos’è la malaria e come si cura, potremmo rispondere che una cura farmacologica per sconfiggerla esiste; una cura per debellarla al contrario, no.

La situazione epidemiologica mondiale non favorisce azioni risolutive nella sconfitta della malaria, anzi è tutt’ora in evoluzione. In Italia la malaria è stata eradicata negli anni ’60, grazie ad un piano di azione dedicato, e al miglioramento delle condizioni di vita.

Come già detto, molti dei singoli casi malarici dipendono dall’importazione del virus, ecco perché la profilassi di cui abbiamo parlato prima assume un ruolo fondamentale. Per comprendere meglio cos’è la malaria e come si cura, è bene tenere presente le indicazioni fornite dalla medicina fino ad ora.

Un’attenta e continuativa profilassi (da prima dell’esposizione e fino a 4 settimane dopo la fine di questa), garantisce protezione dal virus; ma le categorie più sensibili dovrebbero comunque ben guardarsi dall’esporsi ad esso.

 



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