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Marisca anale: cos’è e come si cura

La marisca anale è qualcosa da non confondere con le sue parenti più strette emorroidi; queste ultime, in realtà, scendono all’interno della marisca, occupandola e infiammandola. C’è una correlazione tra le due, è vero, ma al contempo non potrebbero essere più diverse. All’aspetto la marisca assomiglia ad un condiloma, ma anche in questo caso, i due sono lontani tra loro anni luce. Quindi, cos’è la marisca anale e come si cura?

Cos’è la marisca anale

Cosa sono le marische anali? Nulla per cui allarmarsi in modo eccessivo, ma qualcosa su cui è bene indagare e saperne di più.

In termini tecnici, la marisca anale è un prolasso di tessuto epiteliale fuoriuscito dall’ano. Tale prolasso è probabilmente destinato ad accogliere una discesa emorroidale, ma fino a quel momento non è esente da fastidi ed infiammazioni. Un tessuto che staziona così, al di fuori di un orifizio delicato come l’ano, è sicuramente destinato a provocare fastidi; anche se all’inizio potrebbe risultare perfino difficile accorgersi della loro presenza, con il passare del tempo la marisca diventa un disagio da risolvere.

L’aspetto della marisca è quello di una sacchetta pendula, che probabilmente ha accolto un’emorroide risolta in modo naturale o con brevi cure mediche, oppure che si prepara ad accoglierla. Anche se può spaventare scoprire di avere un corpo, seppur piccolo, estraneo all’area, non bisogna allarmarsi più del dovuto; meglio, piuttosto, informarsi su che cos’è la marisca e come averne cura per evitare complicanze fastidiose.

Differenze con altre formazioni anali

Come già accennato, le marische anali sono ben distinguibili dagli altri disturbi del terminale digestivo. Le ragadi sono marische anali? Assolutamente no. Le ragadi sono piccole ferite superficiali dell’ano, dovute ad episodi semi traumatici come stitichezza o secchezza; non vengono fuori come corpi penduli, e hanno manifestazioni dolorose di diversa intensità ma comunque avvertibili.

Anche con le emorroidi esistono differenze sostanziali, nonostante queste e le marische siano collegate; le emorroidi sono nettamente più gonfie e sature delle marische. I corpi penduli sono visibilmente tesi e infiammati, segno che l’emorroide è già presente. Inoltre il dolore associato alle emorroidi non è riscontrato nelle marische, che invece possono passare per parecchio tempo inosservate.

Marisca anale: quali sintomi?

Le manifestazioni di una marisca anale non sono eccessivamente fastidiose: può svilupparsi prurito, o un semplice fastidio dovuto alla sensazione di avere un corpo estraneo nell’area. Di solito, il modo più semplice per accorgersi della marisca anale, è riscontrando difficoltà nel praticare la normale igiene dell’ano.

Altri sintomi della marisca anale rilevanti sono:

  • irritazione cutanea
  • lievissimo dolore

Questi sintomi però, possono indicare anche altri disturbi anali: ecco perché l’indagine visiva assume un ruolo fondamentale. Non si parla di autodiagnostica, ma di un’indagine clinica volta a valutare l’effettiva presenza delle marische e le cause per cui si sono sviluppate.

Le irritazioni cutanee (se verruche e se esterne) possono essere alleviate da dei cerotti specifici, detti “skin tag patch” (skin tag in inglese vuol dire “marisca”). Di seguito elenchiamo quello che sembra essere il miglior prodotto sul mercato al momento, fermo restando che si tratta di una soluzione temporanea in attesa di una diagnosi specialistica.

La diagnosi deve essere effettuata da uno specialista, il proctologo, che possa escludere qualunque altro tipo di formazione estranea dell’ano e valutare la terapia più adatta.

Alla valutazione tattile e visiva, si associa quasi sempre l’anoscopia, per indagare il cavo rettale: questa indagine permetterà, non solo di scoprire la causa scatenante delle marische, ma anche l’eventuale presenza di altri fattori di rischio. Quali sono?

Perchè vengono le marische anali

Probabilmente è presente un’infezione risolta o in via di risoluzione, oppure che la marisca sia il risultato di un prolasso dovuto ad un disturbo interno della cavità rettale; in ogni caso le cause scatenanti le marische anali vanno ricercate tra fattori di predisposizione o ereditari.

Non solo le temute emorroidi quindi, tra le cause delle marische anali; anche le ragadi possono dar seguito a questi episodi, ma molto spesso le marische anali compaiono senza una causa specifica.

Soprattutto dopo una certa età, il tessuto epiteliale si indebolisce e rilascia. Accade in tutte le zone del corpo, non solo quelle esposte; quindi calma, prima di associare i corpi anali penduli a problemi molto più gravi, è bene conoscere cos’è la marisca anale e l’eventuale programma di cura.

La risoluzione del problema non sempre richiede un intervento esterno: al contrario, la cura della marisca anale è nella maggior parte dei casi autonoma e naturale. Ma nei casi di infiammazione, sporadica o recidiva, come si interviene? Come si possono rimuovere le marische anali?

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Marisca anale: come si cura

La cura della marisca anale dipende dal tipo di manifestazione prodotta. Se la marisca non genera eccessivi fastidi, o finché non li genera, il trattamento non si ritiene necessario; al massimo viene consigliato al paziente di mantenere la zona il più possibile pulita per evitare irritazioni e infezioni. E se invece queste si sviluppano, come si trattano le marische anali?

Il trattamento solitamente consigliato, è quello con una pomata a base di nitroglicerina, che aiuta a rilassare il muscoli ed epitelio anale. Questo basta nella maggior parte dei casi, rendendo la presenza della marisca anale sopportabile e totalmente innocua a lungo.

Quando la marisca si infiamma, diventando più grande, tesa e fastidiosa, si interviene con un trattamento farmacologico mirato; solo nei casi estremamente fastidiosi si può ricorrere all’intervento chirurgico.

L’intervento chirurgico per rimuovere le marische anali è piuttosto semplice; si esegue anche in anestesia locale, bloccando le terminazioni nervose dell’area anale, effettuato con brevi incisioni o bruciature superficiali che guariscono in pochi giorni.

La marisca anale è davvero un disturbo che si cura facilmente, ma potrebbe essere altrettanto facilmente tenuto sotto controllo per anni, senza risentire di effetti negativi. Ecco perché, nonostante sia sostenibilissimo, l’intervento chirurgico è sempre l’ultima soluzione da valutare.

Prevenzione della marisca anale

Cosa si può prevenire? Sicuramente l’insorgere di infezioni e irritazioni, detergendo attentamente la parte interessata con prodotti che rispettino la natura dell’epidermide. Essendo un punto delicato la scelta dei prodotti giusti è fondamentale, così come la regolarità con cui si effettuano i lavaggi. Mai troppo poco, ma nemmeno in modo eccessivo: anche il troppo sfregamento può dare origine a irritazioni, senza contare che un’epidermide secca, aggredita da agenti esterni, sviluppa facilmente spaccature e ragadi. Per questo si consiglia di usare un prodotto lenitivo intimo in grado di ammorbidire la parte interessata.

Una volta stabilito cos’è la marisca anale, la cura passa soprattutto dal rispettare il corpo e in particolare la zona delicatissima in cui si presentano. Assumere delle buone, ma soprattutto igieniche, abitudini, allontanerà definitivamente lo spettro di un’operazione chirurgica, ma anche di eventuali futuri fastidi.



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