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Emangioma: cos’è e come si cura

L’Emangioma è un disturbo soprattutto infantile: interessa dal 4% al 10% dei neonati, e nella maggior parte dei casi regredisce spontaneamente. Quando questo non accade, la risoluzione del problema è comunque assicurata; cos’è l’Emangioma e come si cura?

Che cosa è un’emangioma?

Un’emangioma è sostanzialmente un tumore benigno che interessa le cellule dei vasi sanguigni; proprio per questo motivo, si manifesta sia all’esterno che all’interno dell’organismo, ma quasi mai interferisce con le normali funzioni di un organo.

Le cause dell’emangioma sono sconosciute: probabilmente gli estrogeni, coinvolti nella gestazione, hanno un ruolo fondamentale, ma anche la placenta secondo alcuni studi ne ha. In tutti i casi, rimane fondamentale distinguere l’emangioma dalle malformazioni vascolari tramite test specifici e mirati.

Cosa significa emangioma capillare?

Emangioma capillare è l’esatta denominazione del tipico emangioma infantile; essendo una struttura multistrato di capillari sovrapposti, si manifesta come una zona epiteliare arrossata, gonfia e rossa. Anche detto “voglia di fragola”, si evolve e risolve spontaneamente, e non rappresenta un pericolo per il neonato portatore.

Come riconoscere un’emangioma?

Per quanto detto prima, è bene distinguere l’emangioma da altri disturbi vascolari. Un emangioma insorge precocemente e si risolve spontaneamente con il passare del tempo, una malformazione può comparire anche dopo molto tempo e di certo non risolversi in modo spontaneo.

Riconoscere un emangioma è piuttosto semplice:

  • sorgono in zone cutanee ben vascolarizzate, ma potrebbero sorgere ovunque sulla pelle
  • sono di colore rosso scuro e inizialmente in forma di macchia
  • evolvono in una massa spugnosa in rilievo
  • crescono fino ad un diametro tra i 5-8 cm

Un’altra caratteristica che li rende distinguibili da altri disturbi, è il posto in cui si manifestano; infatti, gli emangiomi si sviluppano soprattutto su testa e collo, rari sono quelli che insorgono in altri punti o addirittura interni all’organismo.

Per riconoscere questi ultimi, si utilizzano esami diagnostici come la risonanza magnetica o l’ecografia, in grado di individuare posizione, estensione e volume di tessuto interessato dall’emangioma; possono essere necessari alti esami per completare il quadro clinico o per approfondire eventuali formazioni associate. Ma nella stragrande maggioranza di casi, rappresentata da formazioni del tutto superficiali, ci si limita ad un esame fisico e visivo.

Cos’è un emangioma e quali sono i suoi sintomi?

Gli emangiomi non hanno sintomi caratteristici o identificativi, se non quelli che riguardano la comparsa; insorgono come piccole macchie, o addirittura lividi, dopo poche settimane dalla nascita. Gli emangiomi già presenti al momento della nascita sono detti congeniti, e possono presentarsi anche intra organo.

Dopo la comparsa, l’emangioma cresce ed inizia ad assumere l’aspetto che lo caratterizza: diventa più gonfio, più largo, più rosso. La forma è indifferente, quello che caratterizza maggiormente l’emangioma è l’aspetto grumoso e spugnoso, tipico di un accumulo di tessuti. La crescita può continuare anche per anni, sia che questo insorga esternamente che internamente. Se però è molto profondo nel tessuto epiteliare, si caratterizza per gonfiore e colore violaceo/blu, esattamente come un livido.

La grandezza di un’emangioma non influisce sulla funzionalità degli organi, tantomeno sullo sviluppo del tessuto epiteliale. Generalmente non costituisce mai un vero pericolo per il neonato, ma un’eventuale sanguinamento può rappresentare una complicazione inattesa e da tenere sotto controllo.

Come è fatto un emangioma?

Nel capire cos’è e come si cura un emangioma, dobbiamo focalizzarci bene su con cosa abbiamo a che fare. Come già detto, il corpo in rilievo si presenta spugnoso (frutto del multistrato di cellule vascolari proliferate), il colore è sempre rosso intenso, ma può modificarsi leggermente con l’accrescimento.

L’evoluzione dell’emangioma è sempre costituita da tre fasi: quella iniziale di comparsa, una seconda di crescita, ed una terza di scomparsa. Dopo la fase di crescita segue sempre un periodo di stabilità, nel quale l’emangioma ha il tipico aspetto di “bonfo rosso” in rilevo; è così che è possibile distinguerlo da una malformazione vascolare.

Tutto il ciclo dell’emangioma, dalla comparsa alla naturale scomparsa, può durare anche 7 anni. Al termine della crescita dovrebbe seguire un periodo di scomparsa, durante il quale l’emangioma si ritira con la stessa asintomaticità con cui si presenta. E se non scompare? Come si fa in questi casi?

Cos’è un emangioma e come si cura

Quando l’emangioma non scompare, bisogna intervenire per risolvere. Solitamente si interviene quando l’involuzione non è completa, perché, lo ribadiamo bene, la gran parte degli emangiomi si risolve spontaneamente e senza un intervento esterno. La maggioranza scompare entro i 5-7 anni di età, alcuni arrivano ad un massimo di 10; gli emangiomi congeniti sono ancora più precoci, perché trovano risoluzione in 1 o 2 anni.

Quando questo non accade, e l’emangioma non si ritira, le soluzioni sono due: intervenire con corticosteroidi, oppure intervenire chirurgicamente.

Un’altra situazione che può verificarsi, è che l’emangioma non si ritiri del tutto; alcuni di questi accumuli infatti, non scompaiono del tutto, cambiando colore e consistenza, e rimanendo sulla pelle in forma di inestetismo.

Come si cura un emangioma?

Le uniche due cure possibili per l’emangioma, in caso di mancata regressione, sono:

  • terapia con corticosteroidi
  • intervento chirurgico

Data la possibilità di una prematura ritirata, è bene aspettare per mettere in atto qualunque cura per l’emangioma, soprattutto in età prescolare; ma se esso permane, si può intervenire in molti modi possibili e poco invasivi. I corticosteroidi sono uno di questi: possono essere iniettati direttamente sull’emangioma, per ridurne crescita ed infiammazione; oppure possono essere applicati sulla superficie tramite gel, o anche ingeriti sotto forma di compresse.

I corticosteroidi sono farmaci pesanti da smaltire per l’organismo: ad oggi, si studiano anche altre terapie a base di componenti diversi ma di simile assunzione; ma tutte, sono valutate a seconda del singolo caso, e mai utilizzate in età neonatale o senza aver verificato altri possibili rischi.

Se si mantiene di dimensioni contenute, o nei casi in cui si presenta intra-organo, un emangioma si cura tramite intervento chirurgico. La rimozione è consigliata, a volte, anche nei casi in cui l’emangioma non si ritira dopo la terapia farmacologica; ma, se avviata nei tempi giusti, e soprattutto se ben seguita, la terapia con corticosteroidi o sostitutivi funziona, ed è un ottimo strumento nel capire come si cura  un emangioma.

Cos’è l’emangioma epatico e come si cura?

Il fegato è l’organo più interessato dalla formazione di emangiomi, al punto che si parla di emangioma epatico; nulla di diverso però, dal problema di cui abbiamo parlato fino ad ora. Un emangioma epatico si cura con intervento chirurgico se questo si rende necessario, cioè quando l’emangioma interferisce con il funzionamento dell’organo.

Sono rari i casi in cui l’organo viene compromesso del tutto dall’emangioma, generalmente si riesce sempre ad intervenire molto prima. Cos’è un emangioma e come si cura? Sicuramente qualcosa che non deve spaventare, che va diagnosticato appena si presenta per valutare un intervento immediato, e per il quale ci si può aspettare un naturale digressione a fronte di numerose terapie possibili.



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